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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Come ogni anno dopo la visita guidata della città o dopo una visita al monastero benedettino di Montecassino, si puo raggiungere il lungomare di gaeta per godere delle luminarie che dopo quelle di Sorrento rappresentano un appuntamento annuale per grandi e piccini.

Quest'anno  le luci d'artista di Gaeta offrono luminarie sul tema del mondo dei bambini.

Il percorso inizia a Villa delle Sirene, dove vi darà il benvenuto CASPER IL POLPO, e dove il bus vi lascerà per proseguire lungo la battigia  fino all'acquario della fantasia.

A questo punto  si devia a destra sullo stretto vicolo medievale  di Via Indipendenza per vedere la CASETTA CARAMELLOSA e un pochino piu avanti, nella piazzetta successiva l'ORSETTO PASTICCIONE.

In Piazza Buonuomo vi aspetta una renna di luce su di un Carrillion.

Le luci proseguono  anche a Gaeta Vecchia con FORESTA DI ABETI, fino ad arrivare all'ultima luce a forma di enorme e simpatico gorilla.

Non dimenticate il mercatino di Natale, sito sotto il comune, gli stand di specialità nenogastronomiche a poca distanza e tutti i sabato e domenica nel pomeriggio non dimenticate la FONTANA DI SAN FRANCESCO CHE BALLA alle 18.30.

Ogni giorno poi, nel pomeriggio fino alle 22 lungo il Corso di Gaeta il PRESEPE DI GHIACCIO PIU GRANDE DEL MONDO. Per i più piccoli il villaggio di Babbo Natale e la Casa Animata.

Non perdete le luci di Gaeta, ed unitele ad una vistita culturale con una guida turistica di Gaeta per una giornata diversa, di gioia e cultura!

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Gaeta e' conosciuta in Europa per la sua splendida posizione sul mare e per essere stato un luogo cruciale durante gli avvenimenti storici che portarono all'unita' d'Italia, ma molti ritengono che prendere una guida turistica per fare una visita a questo luogo incantevole possa essere superfluo. Si sbagliano di grosso. Solo con una guida si puo venire a conoscenza della storia di due veri e propri tesori che si trovano nel centro storico: lo stendardo di Lepanto ed il Candelabro del cero pasquale. Lo stendardo di Lepanto si trova ora all'interno del museo diocesano, mentre in passato si trovava esposto sull'altre maggiore dei duomo di Gaeta, e portroppo lo troviamo molto ridimensionato rispetto alla grandezza originale. Il cimelio si attribuisce a Girolamo Siciolante, e' in set e rppresenta il Crocefisso tra gli Apostoli Pietro e Paolo, mentre in basso campeggia la frase " In hoc signo vinces", che in origine si trovava in alto.  Consegnto da Papa Pio V a Marco Antonio Colonna, questo drappo fu issato come bandiera sulla nave ammirglia delle galee pontificie invite a combattere contro i turchi. Si promise a Dio che se le navi sarebbero tornate vincitrici, lo stendardo sarebbe stato regalato al Duomo di Gaeta. E cosi avvenne. Ora lo troviamo magistralmente restaurato nel museo diocesano, tra quadri ed arredi sacri di quande bellezza, mentre rimane all'interno della chiesa il candelabro del 1300.  Esso e' alto 3,5 metri ed e' formato da 48 riquadri che ci mostrano soggetti della vita di Cristo e di San Erasmo, patrono di Gaeta. Alla base della colonna non ci sono piu i 4 leoncini che c'erano fino alla fine del 1700, ma che non appartenevano originariamente al candelabro.Visto che senza una guida turistica si rischia di vedere tante belle cose e di non capirle a fondo? aspettate di sentire gli aneddoti ed i pettegolezzi che ho in serbo per voi su questi luoghi....

Quello strano nome incuriosisce piu' di 100 descrizioni e le guide turistiche lo sanno benissimo, quando organizzano una visita guidata in questo luogo. Il Santuario si chiama in realta' Santuario della SS.Trinita', ma tutti lo chiamano Santuario della Montagna Spaccata, proprio perche in quel punto, la montagna ha tre fenditure. Il luogo sacro si trova lungo i Bastioni di Carlo V, in posizione dominante sul mare e sulla splendida spiaggia di Serapo, ed offre al turista due percorsi storico-naturalistici. L'uno chiamato "Grotta del turco", che permette ai visitatori di scendere in una fenditura-grotta fin a toccare l'acqua, percorrendo poco meno di 300 scalini e scendendo di 50 metri rispetto al promontorio. Il secondo percorso invece scende lungo un corridoio relizzato a meta' del 1800 e decorato con una splendida Via Crucis in ceramica. Al fondo del corridoio si apre una prima cappellina, dove viene ricordato san Filippo Neri, che visito' questo luogo e qui trovo' le ragioni della sua esistenza. In questo luogo si apre la "montagna Spaccata" con i suoi scalini che scendono fino ad una seconda cappella, detta del Crocefisso. Lungo questa scala, quasi sul fondo a destra si vede nella roccia una strana mano.... e' quella del Turco, che passo' di qui e lascio' una traccia. Non chiedetemi di piu' per ora, ma tenete in mente questo particolare.... il turco lascio' qui la sua mano...non posso dirvi di piu' per ora.... vi aspetto ad una delle mie visite guidate per saperne di piu'.... ed attenti che non capiti anche a voi cio' che successe al nostro turco!

 


Non molti turisti sanno che sulla punta di Monte Orlando, nascosto tra il verde del Parco Regionale Urbano, proprio alle spalle di Gaeta, si nasconde il Mausoleo di Lucio Munazio Planco. In compagnia della guida turistica si sale dal Santuario della Santissima Trinita', comunemente detta Santuario della Montagna Spaccata, passando sotto un arco a sinistra della chiesa, proprio di fianco ad un muro in opus reticolatum, che gia' ci fa presagire che in quel luogo i Romani dovevno aver costruito quaalcosa. Dopo ver superto le splendide falesie a picco sul mare ed aver superato la Polveriera Borbonica, nata sulle rovine della casa di Lucio Munazio Planco, salendo gli ultimi scalini che ci dividono dalla sommita' della collina, ci troviamo davanti il bianco Mausoleo di questo illustre romano, o meglio cio' che resta di quella costruzione. Aveva fatto carriera nell'esercito con Cesare, e dopo il suo assasinio si pose al fianco di Ottaviano. Mentre lottava e sosteneva Cesare, fondo' due importanti citta' europee, Lione e Basilea, che lo ricordano all'interno dei loro municipi con una statua. Fu proprio Lucio Munazio Planco che nel 27 a.C. propose al senato il conferimento del titolo di "Augusto" ad Ottaviano. Mori' nei primi anni dell'era cristiana, quando il suo grande mausoleo era stato terminato, proprio di fianco alla villa che lo aveva ospitato nei momenti piu belli della sua vita. Il mausoleo ha un diametro di circa 30 metri, ed e' alto circa 11 metri, di forma circolare esternamente, mentre all'interno, lungo un corridoio circolare si aprono 4 celle, destinate alle sepolture del padrone e dei suoi familiari. Esternamente una lunga fila di metope e triglifi decorano la costruzione, che una volta doveva essere sormontata da un cono di terra con alberi e sulla sommita' la statua di Planco. L'interno dell costruzione ospita ora un antiquarium. Per visitare questo monumento, contattate la guida turistica, che ve lo fara' aprire e vi spieghera' la storia straordinaria di questo uomo a lungo dimenticato.