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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Se ci chiedete di poter fare una visita guidata a Sepino, con una nostra guida turistica del Molise, non possiamo che consigliarvi la guida turistica Patrizia Curci, profonda conoscitrice dell'area, archeologa innamorata di Sepino e del Molise.

Sepino era una splendida città romana di origine sannitica costruita all’incrocio di due tratturi provenienti dall’Abruzzo (Pescasseroli-Candela) e dai monti del Matese. L’area archeologica occupa una superficie di ca 12 ettari ed è perimetrata da una cortina muraria lunga poco più di 1250 mt. Lungo le mura sono visibili le torri che rinforzavano la difesa della città, molto più ravvicinate in corrispondenza delle 4 porte d’accesso ad unico fornice (Porta Tammaro, Porta Bojano, Porta Terravecchia, Porta Benevento), con elementi scultorei ed a rilievo sul fronte ed iscrizione dedicatoria sulla sommità dell’arco. All’esterno della cinta muraria, lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, sono le due necropoli delle quali sono visibili alcuni monumenti funerari di cui 2 ricostruiti; fra i quali fa bella mostra di se un raffinato monumento circolare che ci ricorda molto da vicino ma in miniatura, il monumento di Cecilia Metella a Roma sulla via Appia. A ridosso del paramento interno della cortina muraria troviamo il teatro che fino ad un cinquantennio fa era interrato ma comunque noto, grazie alla presenza di casali rustici edificati in summa cavea nel XVII secolo,  costruiti senza soluzione di continuità appoggiandosi sulle strutture semicircolari preesistenti ci offrono uno spaccato di architettura spontanea che non ha eguali. La visita guidata continua entrando dalla porta (Porta Tammaro) che affaccia sulla Strada Statale 87, e si percorre la strada che ricalca il tratturo che in epoca romana divenne cardo massimo, e si arriva all’incrocio con il decumano che ricalca a sua volta il tratturo principale (Pescasseroli-Candela); intorno a questo crocevia si è sviluppato l’insediamento sannita prima, e romano poi. È proprio lungo quest’ultima strada, che conserva l’acciottolato originale, che troviamo gli edifici e gli spazi pubblici più rappresentativi quali la Basilica riconoscibile per la presenza del colonnato, la piazza forense con il bel lastricato in calcare intorno alla quale sono gli edifici pubblici e religiosi (curia, comizio, edifici di culto, terme, ed altri edifici con varie funzioni) che coprono in parte i resti di una fullonica di età sannitica. Appena si esce dall’isola pedonale che è il foro, si ritorna sul decumano dove troviamo: il quartiere residenziale con le case con botteghe annesse e le abitazioni collegate a vari ambienti di lavorazione (mulino, conceria…)….una sorta di quartiere industriale …se proprio vogliamo usare un termine calzante ma anacronistico.

Tutta l’area in passato era ricca di monumenti, fontane, iscrizioni ancora conservate o di cui si notano le impronte sul terreno. La sensazione molto interessante ed unica che si percepisce quando si visita Altilia, è che la città non è un luogo morto e collegato esclusivamente al passato remoto, ma qui la vita continua senza interruzione dall’antichità, qui i pastori Sanniti si spostavano, sostavano, praticavano scambi e commerci; analogamente dopo in età romana cambiano le strutture, la lingua ma non le abitudini; nelle epoche successive , tranne in qualche breve periodo in cui l’area fu poco abitata perché poco sicura, si continuò a sostare e/o a costruire nuove case e stalle anche piccoli borghetti per continuare nelle attività che da sempre hanno caratterizzato questi territori. Non è raro vedere animali (pecore, mucche, cani da pastore) che ancora attraversano l’area per andare verso i pascoli intorno al recinto delle mura, immagine che richiama alla memoria il passo dannunziano che Patrizia sicuramente vi citerà “…E vanno pel tratturo antico al piano quasi per un erbal fiume silente su le vestigia degli antichi padri….”. 

 

 

Il tour guidato con la guida di Sepino dura 2.30 ore circa e comprende:

  1. Area archeologica di Sepino (Inglesso libero)
  2. Museo Del Territorio (Biglietto di euro)

 

 

  • La visita del sito richiede una èpasseggiata non troppo lunga su un terreno pianeggiante
  • Indossare scarpe comode

 

 Info e pronotazioni Anna Maria Priora cell. 328 1965002 e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.