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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Quando Bruno ed i suoi compagni arrivarono nel deserto della Chartreuse nel 1084, cercarono un ambiente dove potessero vivere consacrandosi a Dio ed elaborarono una struttura del proprio monastero, tale da essere utile ai loro bisogni. 

Lasciandosi guidare dallo Spirito Santo e dall'esperienza accumulata già dalla sua nascita. la Chartreuse si basa su uno stile di vita essenzialmente caratterizzato dal silenzio, dalla solitudine e dal raccoglimento nell'ambito di una comunità fraterna. Questi due aspetti sembrano ai nostri occhi del tutto antitetici, ma in realtà convivono perfettamente nella vita Certosina.

La solitudine si ottiene dall'allontanamento  da qualsiasi luogo abitato, la clausura si deve all'alta muraglia che circonda totalmente il monastero, ma anche la solitudine tra i monaci stessi che vivono in celle al riparo da sguardi indiscreti, rumori  e conversazioni. 
"bastare a se stessi senza mai tendere la mano" precisano le consuetudini . Da sempre i certosini traggono le loro risorse dalla natura che li circonda, dando però sempre la preminenza alla vita spirituale. Ma dove si svolge questa vita eremitica staccata dal mondo? Nel chiostro, il cuore del monastero.
Ogni porta del chiostro è contrassegnata da una lettera posta in alto, e dalla frase che la segue, la quale ritornando verso l'eremo consente al monaco di ritrovare lo spirito di orazione.

Come si può notare nel chiostro, ogni eremo è dotato di un passavivande , una piccola apertura che assicura la comunicazione tra l'eremita e la comunità. Se il passavivande è aperto  all'interno del chiostro , rimane chiuso all'interno dell'eremo, in maniera tale che nessun monaco venga turbato dalla presenza altrui.Il passavivande permette ai Padri  di chiedere ciò di cui ha bisogno scrivendolo semplicemente su di un pezzo di carta, senza abbandonare il proprio silenzio.  Questo passaggio viene utilizzato pure dai fratelli per consegnare al monaco il cibo a lui destinato, Secondo il calendario liturgico, la frequenza dei pasti è variabile. Sempre sinonimo di temperanza il pasto serve ai membri della comunità per ridare le energie necessarie dopo lo svolgimento dell'esercizio intellettuale o fisico.

Pertanto un regime alimentare semplice , che già dall'inizio è stato impostato sull'assenza di carne consente ai propri religiosi di ritrovare il proprio equilibrio. I pasti vengono consumati in solitudine  nei cubicoli dell'eremo ad eccezione del pranzo domenicale e quelli delle festività religiose, nei quali i monaci si riuniscono mantenendo il silenzio nel monastero.

l' "Ave Maria "è uno spazio dedicato alla Vergine, ed isola la cella del monaco dagli eventuali rumori del chiostro, ed è arredato con un inginocchiatoio sul quale il Padre si inchina  per ritrovare uno spirito proprio alla meditazione, ogni volta che rientra nel suo eremo, dopo gli uffici divini. Il cubicolo è il solo spazio riscaldato durante l'inverno, un arredamento semplice, nessun oggetto personale o superfluo, ci ricorda che l'eremo è il luogo privilegiato di intimità con Dio ed è necessario soltanto l'indispensabile. Il letto è di modesta fattura, in legno e viene occupato per 8 ore al giorno. il riscaldamento è assicurato da una stufa certosina a legna, poichè il corpo può essere provato anche in assenza di malattia, anche solo dal freddo.In autunno ogni monaco provvede a tagliare la legna che gli viene consegnata al pian terreno del proprio eremo. 

Il cubicolo è pero diviso in maniera molto efficiente. Vi è uno spazio per l'igiene personale, con catino e brocca, un refettorio con mensola in legno, pasta sotto la finestra che permette di consumare i pasti in comunione con la natura, la scrivania dove il padre studia con opere presenti in loco o prestate dalla biblioteca del monastero, poichè per 8 ore al giorno il Padre deve dedicarsi al lavoro intellettuale o manuale in genere. Infine l'oratorio ogni volta che suona la campana il monaco si mette sull'inginocchiatoio o sullo stallo per pregare. Cosi nella solitudine della cella, la comunità certosina prega insieme come un sol corpo.

Questo modello di monastero certosino fu talmente perfetto per le attivita dei Certosini che fu poi utilizzato per tutti i monasteri successivi arrivando fino a noi, e permettendomi, nelle vesti di guida turistica di raccontarvi mille anni di storia Certosina....