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Il governo Italiano decise visto il grande valore simbolico dell'Abbazia di Montecassino di iniziare proprio da qui la ricostruzione d'Italia. il 15 Marzo 1945 primo anniversario della distruzione diella cittadina di Cassino veniva posta dal governo Italiano  la prima pietra della ricostruzione alla presenza di 8 ministri  e del rappresentante della Santa Sede.  Il 15 marzo non era solo un giorno simbolico per la storia tristemente recente ma diventava ancora più ricco di significato se si ricorda come sia stato dedicato a Papa San Zaccaria, colui che promosse la prima ricostruzione.

Sebbene i lavori di sgombero occuparono alcuni degli anni seguenti, rallentando il lavoro di coloro che volevano una veloce ricostruzione, diedero tempo ai monaci ed agli architetti di porre le basi teoriche dell'odierna struttura.

In quel momento di grande sforzo fisico ed intellettuale l'Abate Diamare, dopo aver visto la propria abbazia distrutta e dopo aver trovato rifugio a Sant'Elia Fiume Rapido, vi morì il 6 settembre 1945, lasciano la propria comunità divisa tra l'Oratorio di San Giuseppe, Sant'Elia, Roma e Farfa. La sua comunità sparsa su vari luoghi era però desiderosa  di tornare a vivere nella propria sede storica. Il 1 Novembre 1945 assumeva la guida della comunità l'Abate Rea, uomo energico e carismatico e già due mesi dopo, il 16 gennaio del 1946 esponeva alla commissione ministeriale  la sua idea di ricostruzione dell'Abbazia di Monte Cassino.  Il motto dell'intera opera sarebbe stato: "Dov'era e Com'era"

Questa idea che tendeva a ricostruire il monastero facendo una replica uguale all'originale, non potè essere criticata da coloro che temevano si imitasse o si contraffacesse il vecchio monastero. Si tentava così di riallacciare il filo violentamente spezzato dalla guerra  tra la antica Badia e quella nuova. Per mettere il prima possibile le ditte edili al lavoro, il Comando Militare Alleato  mise a disposizione 100 prigionieri Tedeschi affinchè liberassero dalle macerie il chiostro centrale, le celle, l'archivio e la biblioteca, mentre il Genio Civile ricostruiva la grande cisterna

Vista la necessità di ricostruire tutto esattamente come era in passato, l'Abate  dovette cercare tutta la documentazione necessaria. Fu di fondamentale aiuto il lavoro fatto alcuni anni prima da un monaco ingegnere, Don Angelo Pantoni, al quale poco tempo prima era stato chiesto di eseguire un rilievo planimetrico ed altimetrico per le autorità italiane. Questi dati sarebbero stati fondamentali nel 14 anni che seguirono, per veder risorgere l'Abbazia sulla sommità del Sacro Monte.

ma questa è un'altra storia che vi racconterò quando faremo una visita guidata di Montecassino insieme!

Interessato alla Seconda Guerra Mondiale? Dai un'occhiata al nostro nuovo sito : www.montecassinowartours.com