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La sala della Primavera era in origine la sala adibita al ricevimento e sul soffitto si vede una splendida Primavera affrescata Da Antonio Dominicis. Nei medaglioni sulle porte e sugli specchi  campeggiano delle belle tele allegoriche della Musica e della Poesia di Giovan Battista Rossi, che raffigurano l'epica,la poesia lirica,la tragedia, la poesia pastorale,Apollo dio delle arti e delle scienze e Orfeo protettore della musica, mentre alle pareti rivestite di seta di San Leucio si vedono 6 suggestive vedute , ad olio su tela di Jakob Philipp Hackert. La prima veduta, la piu celebre e' il cantiere di Castellammare  nel momento in cui si vara il vascello Partenope, che raffigura il varo del prezioso vascello armato con 64 cannoni , poi il cantiere di Castellammare con le sue galeotte, Foro d'Ischia, la baia di napoli presa da Santa Lucia con il ritorno della squadra da Algeri, il porto di Napoli con Castel Sant'Anselmo, ed infine il porto e la Baia di Gaeta. Sulle sei consolles si trovano vasi di porcellana bianca a motivi floreali roccoco'  e porcellane dorate di fattura napoletana che rappresentano paesaggi, ud un orologio di fabbricazione francese datata 1847 raffigurante la Menade. Il lampadario con fiori colorati e' in pasta di vetro di Murano. Al centro della sala c'è una fioriera a tripode riccamente intagliata con tre vasi in porcellana.

La Sala dell'Estate dove il re dava udienza, fu affrescata nel 1778-1779 dal napoletano Fedele Fischetti che raffiguro' nella volta Proserpina che durante l'Estate ritorna dal regno dei morti alla madre Cerere, e simboleggia l'alternanza delle stagionicon Proserpina  trascorreva con il marito che l'aveva rapita 6 mesi nell'Ade, e sei mesi con la madre Cerere, creando sei mesi di tempo brutto e freddo e sei mesi di tempo buono. L'affresco  e' contornato da 4 medaglioni con Diana, Apollo, Giove e Nettuno opera di Giovanni Fusaro, come i putti  tra i grani. le sovrapporte e sovraspecchi  sono ornati da oli su tela di Giovan Battista Rossi che raffigurano le arti liberali alternate a rappresentazioni dei fiumi del Regno.La sala e' arredata con angoliere e consolles con ripiani in marmo di Mondragone, un lampadario in vetro di Murano, al centro della stanza un tavolino con piano in legno pietrificato opera di Girolamo Sagato e due consolles con il piano in legno di Mondragone con sopra due vasi di porcellana. Fu lui a mummificare i materiali organici e le tecniche da lui utilizzate sono ancora sconosciute. Fu probabilmente Carlo di Borbone a comprare questo tavolino a Firenze nell'opificio delle Pietre Dure eda portarlo a Caserta. Un altro si trova a Palermo Alle pareti i ritratti eseguiti dal pittore austriaco Hickel dei figli di Maria Teresa di Borbone primogenita di Ferdinando IV e Maria Carolina, sposa dell'Imperatore d'Austria.

La sala d'Autunno era la sala da Pranzo. Sulla volta e' affrescata una allegoria di Bacco e Arianna dipinta dal Palermitano Antonio de Dominicis, che ricorda l'eroina figlia del re di Creta Minosse che abbandonata da Teseo che ha salvato con il famoso filo, incontra il corteo trionfale di Bacco che sposera'. La scena e' contornata da medaglioni  con scene di amore arcadico tra satiri e menadi con festoni e viticci, realizzati da Giacomo Fusaro. Su porte e specchi ci sono le decorazioni di Gaetano Starace. Da sinistra Cerere, Diana cacciatrice, Vulcano, Saturno, Giunone, Apollo, Nettuno e Marte. I quadri sono nature morte di autori di scuola napoletana, molto in voga a partire dal 1600 Le consolles hanno il piano in marmio di Vitulano,hanno vicino  una serie di 16 sedie ferdinandee, poi spicca una corbeille in porcellana piena di fiori, in colore bianco e oro, opera di Raffaele Giovine e l'orologio a pendolo di fabbricazione francese. Dalla seconda meta' del 1700 sono la coppia di vasi di Sassonio con frutta e fiori a rilievo sulle pareti corte, e due fruttiere in porcellana della Real Fabbrica di Napoli. Vi è inoltre un bronzetto raffigurante Laocoonte del 1810 di Luigi Righetti.


la Sala d'Inverno veniva usata dal Re per spogliarsi e vestirsi  e fu affrescata da Fedele Fischetti che rappresento' il vento del nord Borea che rapisce Orizia, mentre nei medaglioni che circondano l'affresco centrale si vedono scene del mito di Venere ed Adone.  Ferdinando IV volle che Hackert gli dipingesse  delle scene di caccia, da sinistra Esercitazioni militari a Santa Maria della piana vicino a Sessa Aurunca del 1794, sulla sinistra Caccia nel cratere degli Astroni, sulla parete di fondo Caccia al cinghiale di Ferdinando Iv a Calvi, a destra Caccia al cinghiale dal ponte di Venafro, Esercitazioni militari a Gaeta il 19 maggio 1787. Splendido il mobilio, costituito da divani e sedie in bianco e oro con una decorazione in stile pompeiano sullo schienale, portate qui dalla Villa Favorita di Ercolano, mentre nel centro si trova un tavolo circolare con piano in pietre dure, di legno intagliato e dorato con con due grandi ovali di agata attorniati da inserti in mosaico raffiguranti fiori farfalle ed altri insetti, su un fondo il pietra di paragone. lungo la circonferenza fasce di legno pietrificato che racchiudno ovali e tondi in agata  e ametista. fu realizzato a Naoili. I quadri sono nature morte  di pittori di scuo;a napoletana, sulle consolles ci sono una serie di porcellane, tra cui spiccano 2 fruttiere bianche di capodimonte, ed una corbeille biaca e blu con decori in oro di Raffaele Giovine