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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Sant'Angelo in Formis e' una frazione di Capua, ed ospita nel cuore del borgo un vero tesoro: una abbazia benedettina di grande bellezza.
La basilica benedettina che noi vediano ora, visitando il borgo, non e' altro che l'ultima parte rimasta di una grande abbazia benedettina, molto antica, creata in questo luogo per pregare, ma nasconde sotto le sue strutture, gli antichi natali della zona. Durante gli scavi archeologici che si sono susseguiti nel corso degli anni, innumerevoli simulatri ed indizi di varia natura, hanno evidenziato nel luogo la presenza del culto di Diana Tifatina. Dopotutto il monte Tifata, con la sua vegetazione lussurreggiante, l'abbondanza d'acqua e la sua fauna, ha certamente facilitato la creazione di un tempio per ringraziare gli dei di cotanta ricchezza. Abbiamo infatti terracotte votive del IV secolo a.C. che testimoniano gia' una stabile presenza religiosa sul posto e gia' le popolazioni piu' antiche insediate in questi luoghi, gli Opici, avevano una divinita' naturale chiamata Gran Madre di cui sono state scoperte delle statuette votive in tufo, mentre tutto attorno il ritrovamento di statuette dedicate al Dio Ati con astragili , dadi sacri a Cibele, hanno fatto comprendere agli archeologi  che nel periodo di influenza ellenica , la zona continuo' ad osservare questo culto.  La somiglianza dell'Artemide greca alla Diana Tifatina e' la conseguenza di questo sviluppo nel corso dei secoli, aiutato da tradizioni e racconti mitologici, che sostituiscono la divinita greca con una piu' italica Diana Cacciatrice, fino all'avvento del Cristianesimo. In realta' pero il culto non si ferma con la nuova religione, se poco prima dell'anno 1000 Papa Martino II rimprovera il vescovo di Capua per permettere ai suoi parrocchiani di continuare questo culto.

Sicuramente in antichita' era un tipico tempio italico ad una cella singola, con 6 colonne sul davanti e anche sugli altri lati. Secondo alcuni archeologi, le 14 colonne interne che dividono oggi la chiesa, sarebbero una parte di queste antiche colonne databili I secolo a.C. In realta' nulla e' certo, perche l'altezza delle colonne, non rispetterebbe la proporzioni dettate da Vitruvio, ed i cambiamenti in tutti questi secoli, le riparazioni, e gli adeguamenti, non sono sempre facilmente leggibili. Per esempio sappiamo che Silla nel 74 a.C, ordina la ricostruzione del tempio, come e' ricordato sul pavimento, mentre Vespasiano circa 100 anni dopo lo ristruttura e da li in avanti non sappiamo piu nulla sull edificio.
Ma il culto pagano, secondo la tradizione vacilla nel momento in cui San Prisco, viene lasciato da Pietro Apostolo sulla via Acquaria a predicare il Vangelo. Egli sarebbe stato eletto primo vescovo di Capua, ma secondo alcuni antichi codici Cassinesi, invece Prisco sarebbe stato martirizzato una volta giunto sulle nostre coste, proprio per aver distrutto il tempio della Dea Diana Tifatina. Anche la distruzione del tempio rimane quindi in termini quasi leggendari, ma quasi sicuramente fu opera del Vandali, giunti a Capua nel 455 che distrussero la citta e questo tempio, dando quindi la possibilita' ai Longobardi alla fine del VI secolo di costruire la prima chiesa cristiana., dedicata a San Michele Arcangelo. I buoni rapporti tra i Benedettino ed i principi Longobardi, permetteranno sicuramente nel 1073 all'Abate Desiderio di Montecassino di costruire in questo luogo, una chiesa ed un monastero secondo il suo gusto, come sottolinea l'epigrafe all'ingresso. Purtroppo nel 1400  per decreto Papale la Basilica fu tolta ai Benedettini e subi' tanti passaggi di mano.

Di sicuro in passato vi si accedeva attraverso una strada che saliva da Capua, che arrivava ad una scalinata di 12 gradini, il basamento dell'antico tempio. Il porticato e' stato rifatto circa un secolo dopo la costruzione della lo basilica, con archi gotici, dove prima dovevano essere semicircolari, come si vede bene in un affresco nel catino absidale ed utilizzando colonne spaiate, ma usate un maniera speculare. L'architrave ricorda la costruzione voluta dall'Abate Desiderio, al di sopra una lunetta con la Madonna Orante tra due angeli, ed ai lati,  quattro oggive , con le storie dei due eremiti Antonio Abate e Paolo da Tebe. All'interno della basilica ai lati 2 splendide acquasantiere, una ricavata in un'ara romana, l'altra realizzata in un capitello romanico. Il pavimento attuale e' un insieme di piu epoche, dal vecchio pavimento del tempio, a quello longobardo, fino a quello romano, con degli splendidi alberi del bene e del male contemporanei alla costruzione della basilica che portano un tocco di esotismo e la traccia della cella dell'antico tempio di Diana, al centro della navata maggiore.
Sulla sinistra dell'altare il pulpito, a cui manca purtroppo la decorazione a mosaici.

Ma i colori dell'abbazia sono altri!  96 affreschi , di cui 7 extrabiblici, del periodo romanico bizzantino. Nel catino absidale  la figura del Cristo Pantocrator, circondato dai 4 evangelisti, benedice la folla, mentre nel registro inferiore, i tre arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele in compagnia dell'Abate Desiderio e di San Benedetto. Dalla parte opposta, nella controfacciata: il Giudizio Universale. La ricchezza delle figure ed il loro risvolto altamente culturale e spirituale sottolinea come questo luogo fosse abitato da monaci tra i piu' culturali dell'epoca. Sulle navate laterali , episodi dell'Antico Testamento  disposti su due registri in riquadri divisi da alberi, mentre nella navata centrale si sviluppano i temi del Nuovo Testamento, con i miracoli, le parabole e la storia di Cristo., divisi stavolta su tre registri e separati da colonnine. Proprio in questa zona si localizzano le 6 storie extrabibliche: il martirio di San Pantaleone, la Sibilla Cumana e  la discesa agli Inferi,  e poi esternamente i 4 episodi della vita degli eremiti. Grazie al fatto che furono voluti dall'Abate Desiderio, e finanziati dal principe normanno Riccardo I, possiamo datare gli affreschi tra il 1072 ed il 1087, notando anche che Desiderio viene raffiguaro vicino all'altare con il ninbo quadrato. Purtroppo non possiamo sapere nulla sull' artista o sugli artisti che hanno realizzato questo splendore. Di sicuro la mano mostra una profonda conoscenza dell stile bizantino, ma in certe scene, appare una staordinaria vitalita', come nella "pesca miracolosa" che sarebbe propria del territorio campano. I critici parlano comunque solitamente di 4 mani diverse, ma chissa'....
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