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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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La Sala degli Alabardieri
Fu progettata da Carlo Vanvitelli, ma fu terminata da suo figlio Carlo. Nella grande volta l'affresco di Domenico Mondo intitolato Le armi di Casa Borbone sostenuta dalle virtu', il cui bozzetto preparatorio si trova al Louvre. Porte e finestre  sono incorniciate in marmo  e le sovrapporte sono in stucco, opera di Angelo Brunelli e Andrea Cali' e rappresentano i trofei e le armi. Intorno alla sala i busti di 8 donne  in scagliola che rappresentano le allegorie delle arti di Tommaso Bucciano. L'arredo e' costituito  da lampadari in bronzo dorato, Consolles  e sgabelli del 1700 di manifattura napoletana. Sulle Consolles i busti  dei re e delle regine Borbone. Il busto di Maria Carolina in alabastro  la ritrae  all'antica con un diadema sul capodecorato da un giglio borbonico a rilievo. Fu realizzato da Konrad Heinrich Schweickle formatosi a Roma con il Canova, e che Murat chiamo' a Caserta per supervisionare i lavori delle decorazioni delle sale di Marte e di Astrea. Il pavimento in cotto dipinto a finti marmi opera di artigiani napoletani, consente il restauro quando deteriorati.

La Sala delle guardie del Corpo
e' detta anche sala degli stucchi per la miriade di recorazioni che la impreziosiscono. Al centro della volta si trova l'affresco di Girolamo Starace intitolato la gloria del principe e le dodici province del regno, poiche' in passato il regno veniva schematicamente diviso in dodici territori.. Lungo le pareti vi sono dodici bassorilievi che narrano degli episodi della Seconda Guerra Punica, eseguiti da tre autori diversi, Tommaso Bucciano, Paolo Persico e Gaetano Salomone. A decorare la stanza si trova un imponente gruppo marmoreo realizzato tra il 1594 ed il 1598 da Simone Moschino di Alessandro Farnese incoronato dalla Vittoria dopo aver soggiogato le Fiandre.. Alessandro Farnese che in quel periodo combatte' al fianco della Spagna, e' rappresentato in abiti romani, ed e' stato ricavato da un pezzo di colonna del Tempio della Pace a Roma. Fu commissionato dal Cardinale Odoardo Farnese, faceva parte della preziosissuima collezione Farnese,  che Carlo di Borbone ricevette in eredita' dalla madre Elisabetta e che fu trasferito a Caserta nel 1789 per volonta di sua figlio Ferdinando I. Su una parete della sala si apre un camino in marmo, mentre dal soffitto pendono 2 lampadari in bronzo dorato e le consolles della seconda meta' del settecento. Sulle Consolles  sono collocati i busti dei 4 re del Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I (scolpito dal Canova) Francesco I, Ferdinando II e Francesco II. Gli sgabelli in stile impero del primo ottocento, che provengono dal Palazzo della Tuileries di Parigi, e furono portati a caserta da Gioacchino Murat durante il suo regno (1806-1815)

La Sala di Alessandro
e' la terza ed ultima stanza che fa parte delle anticamere  degli Appartamenti reali. Nella volta e' raffigurato il Matrimonio di Alessandro Magno e Roxane,  cosi come descritto da Quinto Curzio del cap.4 del libro VIII, ed e' opera di Mariano Rossi, un artista siciliano. questo tema esalta la pace e la prosperita del regno perche celebra i fasti della monarchia borbonica. Sopra le porte 6 bassorilievi completano il quadro della vita di Alessandro Magno. Sulla sinistra si trova la tela che rappresenta l'abdicazione di Carlo II a favore del figlio Ferdinando I, di Gennaro Maldarelli,  sotto un camino in marmo fior di pesco sul quale inserito in una corona di alloro si trova un medaglione raffigurante il profilo di Alessandro Magno sostenuto da due sfingi. opera del siciliano Valerio Villareale, allievo del Canova.  in questa tela tra la nobilta' rappresentata al cospetto di Carlo III si vedono anche Luigi Vanvitelli ed il Marchese Tanucci. Sul lato opposto la tela raffigurante La vittoria di Carlo di Borbone alla battaglia di Velletri di Camillo Guerra. sotto questa tela le due poltrone con pomelli e poggiapiedi sono state usate da Gioacchino MuRat  e sua moglie Carolina Bonaparte, mentre le altre sedie arrivano dalla Tuilerie con i sei candelabri.

Lo scalone
Di fronte allo scalone  si trova una delle statue antiche piu famose , Ercole a Riposo altro 3 metri che proviene dalle terme di Caracalla e che e' appartenuto alla Collezione Farnese  arrivato a Napoli nel 1766 insieme al piu famoso Ercole Gricone che e' oggi al Musero Archeologico di Napoli. Lo scalone d'onore  e' costituito da una larga rampa centrale  con sulla sommita' 2 grandi leoni in marmo di Paolo Persico e Tommaso Solari,  che simboleggianola forza della ragione  e quella delle armi che assicurano al re il dominio sui suoi territori.  Sulla sommita'  si aprono tre nicchie che ospitano 3 grandi sculture, che dovevano essere in marmo ma sono rimaste in gesso. La statua centrale rapresenta la Maeta' Regia (Carlo di Borbone)  con mantello e corona che ferma con una mano un leone e con l'altra impugna uno scettro con sulla sommita' un occhio aperto simbolo del re 'che conosce cio' che comanda' Nelle nicchie la terali  ci sono il Merito, di Andrea Violani e la Verita' di Gaetano Salomone, personificazioni delle qualita' richieste al Sovrano. Il Merito e' un giovane coronato di alloro che stringe in mano un libro ed una spada rinfoderata, intento a scalare macigni, metafra delle difficolta' da superare, La Vertita' e' una donna che porta in mano un sole splendente e poggia i piedi sul mondo per indicare il trionfo che e' sempre certo.

Il Vestibolo
Dallo Scalone si passa al Vestibolo superiore a pianta ottagonale, illuminato da 4 finestroni che danno sui cortili della reggia. La volta e' stata affrescata dal pittore Tardo Barocco Girolamo Starace Franchis  che raffiguro' la Reggia di Apollo, con il dio seduto su una nuvola tra Mercurio , Minerva e le Muse, ai suoi piedi le allegorie delle Arti e la gloria alata che caccia via il Tempo con la falce, intorno all'affresco centrale le 4 stagioni rappresentate nei medaglioni. La cornica nascondava una volta  i musicisti che accompagnavano l'entrata degli ospiti a corte, grazie alla perfetta acustica del luogo.

La Cappella Palatina
Chiaramente ispirata alla Cappella della Reggia di Versailles  fu consacrata nwl 1784, a unica navata a pianta rettangolare  con pavimenti in marmo policromo e' coperta con bolta a botte a cassettoni lignei. A destra dell'ingresso  una scala circolare porta alla Tribuna Reale da cui i Sovrani assistevano alle  celebrazioni, ad alle logge per Cavalieri e Dame. mentre sul fondo due cappelle laterali portano alle Sacrestie.  Las navata termina con un'abside decorata con pavimento in cotto decirato ad Encauso, 9colori sciolti nella cera ed applicati a caldo) che ospitava l'altare maggiore  incorniciato da due coppie di colonne scanalate. L'altare in stucco e' uguale a quelo previsto in marmo, mai realizzato, cosi come il tabernacolo previsto in pietre dure ed invece ora visibile in legno. Sull'altare campeggia l'immacolata Concezione di Giuseppe Bonito, unica superstite tra  le tele commissionate per decorare la cappella. Quasi tutto fu distrutto dal bombardamento anglo-americano del 27 settembre 1943. Alcune colonne danneggiate ricordano quell'evento.

La Reggia di Caserta e' entrata quasi subito nel patrimonio dell'UNESCO e quindi spesso i gruppi chiedono di poterla visitare accompagnati da una guida turistica. Cominciamo a fare da  un piccolo tour turistico della Reggia cominciando dalle cosi dette 3 anticamere. Entrando negli appartamenti la prima sala che si incontra e' la Sala degli Alabardieri, progettata da Luigi Vanvitelli, ma completata dal figlio Carlo. Innanzitutto la grande sala ha la volta decorata  da un enorme affresco opera di Domenico Mondo realizzato nel 1789 che rappresenta Le armi di Casa Borbone sostenute dalle virtu', il cui  bozzetto preparatorio e' conservato al Louvre. Le porte e le finestre sono finemente incorniciare da marmo grigio, mentre al di sopra si ergono decorazioni in stucco che rappresentano armi e trofei opere di Angelo Brunelli e Andrea Cali'. Al di sopra delle armi si ergono 8 busti di donne in scagliola, che rappresentano le allegorie delle arti, opera dello scultore Tommaso Bucciano. Pendono dal soffitto 2 grani lampadari in bronzo dorato, delle consolles e degli sgabelli di manifattura napoletana della seconda meta' del settecento. Sulle consolles sono esposti i busti in marmo bianco di 4 regine che si sono succedute sul trono, da Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando I, Maria Isabella di Spagna, sposa di Francesco I, Maria Cristina di Savoia, moglie di Ferdinando II, e Maria Sofia di Baviera, moglie di Francesco II, ed ultima regina del Regno delle due Sicilie. Il primo busto, quello di Maria Carolina d'Asburgo e' in alabastro e la rappresenta vestita all'antica, e fu realizzato da Konrad Heinrich Schweickle.

La Sala delle guardie del Corpo e' detta anche sala degli stucchi per la miriade di recorazioni che la impreziosiscono. Al centro della volta si trova l'affresco di Girolamo Starace intitolato la gloria del principe e le dodici province del regno, poiche' in passato il regno veniva schematicamente diviso in dodici territori. Lungo le pareti vi sono dodici bassorilievi che narrano degli episodi della Seconda Guerra Punica, eseguiti da tre autori diversi, Tommaso Bucciano, Paolo Persico e Gaetano Salomone. A decorare la stanza si trova un imponente gruppo marmoreo realizzato tra il 1594 ed il 1598 da Simone Moschino di Alessandro Farnese incoronato dalla Vittoria dopo aver soggiogato le Fiandre. Alessandro Farnese che in quel periodo combatte' al fianco della Spagna, e' rappresentato in abiti romani, ed e' stato ricavato da un pezzo di colonna del Tempio della Pace a Roma. Fu commissionato dal Cardinale Odoardo Farnese, faceva parte della preziosissima collezione Farnese,  che Carlo di Borbone ricevette in eredita' dalla madre Elisabetta e che fu trasferito a Caserta nel 1789 per volonta di sua figlio Ferdinando I. Su una parete della sala si apre un camino in marmo, mentre dal soffitto pendono 2 lampadari in bronzo dorato e le consolles della seconda meta' del settecento. Sulle Consolles  sono collocati i busti dei 4 re del Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I (scolpito dal Canova) Francesco I, Ferdinando II e Francesco II. Gli sgabelli in stile impero del primo ottocento, che provengono dal Palazzo della Tuileries di Parigi, e furono portati a caserta da Gioacchino Murat durante il suo regno (1806-1815).

La Sala di Alessandro e' la terza ed ultima stanza che fa parte delle anticamere  degli Appartamenti reali. Nella volta e' raffigurato il Matrimonio di Alessandro Magno e Roxane,  cosi come descritto da Quinto Curzio del cap.4 del libro VIII, ed e' opera di Mariano Rossi, un artista siciliano. questo tema esalta la pace e la prosperita del regno perche celebra i fasti della monarchia borbonica. Sopra le porte 6 bassorilievi completano il quadro della vita di Alessandro Magno. Sulla sinistra si trova la tela che rappresenta l'abdicazione di Carlo II a favore del figlio Ferdinando I, di Gennaro Maldarelli,  sotto un camino in marmo fior di pesco sul quale inserito in una corona di alloro si trova un medaglione raffigurante il profilo di Alessandro Magno sostenuto da due sfingi. opera del siciliano Valerio Villareale, allievo del Canova.  in questa tela tra la nobilta' rappresentata al cospetto di Carlo III si vedono anche Luigi Vanvitelli ed il Marchese Tanucci. Sul lato opposto la tela raffigurante La vittoria di Carlo di Borbone alla battaglia di Velletri di Camillo Guerra. sotto questa tela le due poltrone con pomelli e poggiapiedi sono state usate da Gioacchino MuRat  e sua moglie Carolina Bonaparte, mentre le altre sedie arrivano dalla Tuilerie con i sei candelabri.

La sala della Primavera era in origine la sala adibita al ricevimento e sul soffitto si vede una splendida Primavera affrescata Da Antonio Dominicis. Nei medaglioni sulle porte e sugli specchi  campeggiano delle belle tele allegoriche della Musica e della Poesia di Giovan Battista Rossi, che raffigurano l'epica,la poesia lirica,la tragedia, la poesia pastorale,Apollo dio delle arti e delle scienze e Orfeo protettore della musica, mentre alle pareti rivestite di seta di San Leucio si vedono 6 suggestive vedute , ad olio su tela di Jakob Philipp Hackert. La prima veduta, la piu celebre e' il cantiere di Castellammare  nel momento in cui si vara il vascello Partenope, che raffigura il varo del prezioso vascello armato con 64 cannoni , poi il cantiere di Castellammare con le sue galeotte, Foro d'Ischia, la baia di napoli presa da Santa Lucia con il ritorno della squadra da Algeri, il porto di Napoli con Castel Sant'Anselmo, ed infine il porto e la Baia di Gaeta. Sulle sei consolles si trovano vasi di porcellana bianca a motivi floreali roccoco'  e porcellane dorate di fattura napoletana che rappresentano paesaggi, ud un orologio di fabbricazione francese datata 1847 raffigurante la Menade. Il lampadario con fiori colorati e' in pasta di vetro di Murano. Al centro della sala c'è una fioriera a tripode riccamente intagliata con tre vasi in porcellana.

La Sala dell'Estate dove il re dava udienza, fu affrescata nel 1778-1779 dal napoletano Fedele Fischetti che raffiguro' nella volta Proserpina che durante l'Estate ritorna dal regno dei morti alla madre Cerere, e simboleggia l'alternanza delle stagionicon Proserpina  trascorreva con il marito che l'aveva rapita 6 mesi nell'Ade, e sei mesi con la madre Cerere, creando sei mesi di tempo brutto e freddo e sei mesi di tempo buono. L'affresco  e' contornato da 4 medaglioni con Diana, Apollo, Giove e Nettuno opera di Giovanni Fusaro, come i putti  tra i grani. le sovrapporte e sovraspecchi  sono ornati da oli su tela di Giovan Battista Rossi che raffigurano le arti liberali alternate a rappresentazioni dei fiumi del Regno.La sala e' arredata con angoliere e consolles con ripiani in marmo di Mondragone, un lampadario in vetro di Murano, al centro della stanza un tavolino con piano in legno pietrificato opera di Girolamo Sagato e due consolles con il piano in legno di Mondragone con sopra due vasi di porcellana. Fu lui a mummificare i materiali organici e le tecniche da lui utilizzate sono ancora sconosciute. Fu probabilmente Carlo di Borbone a comprare questo tavolino a Firenze nell'opificio delle Pietre Dure eda portarlo a Caserta. Un altro si trova a Palermo Alle pareti i ritratti eseguiti dal pittore austriaco Hickel dei figli di Maria Teresa di Borbone primogenita di Ferdinando IV e Maria Carolina, sposa dell'Imperatore d'Austria.

La sala d'Autunno era la sala da Pranzo. Sulla volta e' affrescata una allegoria di Bacco e Arianna dipinta dal Palermitano Antonio de Dominicis, che ricorda l'eroina figlia del re di Creta Minosse che abbandonata da Teseo che ha salvato con il famoso filo, incontra il corteo trionfale di Bacco che sposera'. La scena e' contornata da medaglioni  con scene di amore arcadico tra satiri e menadi con festoni e viticci, realizzati da Giacomo Fusaro. Su porte e specchi ci sono le decorazioni di Gaetano Starace. Da sinistra Cerere, Diana cacciatrice, Vulcano, Saturno, Giunone, Apollo, Nettuno e Marte. I quadri sono nature morte di autori di scuola napoletana, molto in voga a partire dal 1600 Le consolles hanno il piano in marmio di Vitulano,hanno vicino  una serie di 16 sedie ferdinandee, poi spicca una corbeille in porcellana piena di fiori, in colore bianco e oro, opera di Raffaele Giovine e l'orologio a pendolo di fabbricazione francese. Dalla seconda meta' del 1700 sono la coppia di vasi di Sassonio con frutta e fiori a rilievo sulle pareti corte, e due fruttiere in porcellana della Real Fabbrica di Napoli. Vi è inoltre un bronzetto raffigurante Laocoonte del 1810 di Luigi Righetti.


la Sala d'Inverno veniva usata dal Re per spogliarsi e vestirsi  e fu affrescata da Fedele Fischetti che rappresento' il vento del nord Borea che rapisce Orizia, mentre nei medaglioni che circondano l'affresco centrale si vedono scene del mito di Venere ed Adone.  Ferdinando IV volle che Hackert gli dipingesse  delle scene di caccia, da sinistra Esercitazioni militari a Santa Maria della piana vicino a Sessa Aurunca del 1794, sulla sinistra Caccia nel cratere degli Astroni, sulla parete di fondo Caccia al cinghiale di Ferdinando Iv a Calvi, a destra Caccia al cinghiale dal ponte di Venafro, Esercitazioni militari a Gaeta il 19 maggio 1787. Splendido il mobilio, costituito da divani e sedie in bianco e oro con una decorazione in stile pompeiano sullo schienale, portate qui dalla Villa Favorita di Ercolano, mentre nel centro si trova un tavolo circolare con piano in pietre dure, di legno intagliato e dorato con con due grandi ovali di agata attorniati da inserti in mosaico raffiguranti fiori farfalle ed altri insetti, su un fondo il pietra di paragone. lungo la circonferenza fasce di legno pietrificato che racchiudno ovali e tondi in agata  e ametista. fu realizzato a Naoili. I quadri sono nature morte  di pittori di scuo;a napoletana, sulle consolles ci sono una serie di porcellane, tra cui spiccano 2 fruttiere bianche di capodimonte, ed una corbeille biaca e blu con decori in oro di Raffaele Giovine


La Reggia di Caserta e' entrata quasi subito nel patrimonio dell'UNESCO e quindi spesso i gruppi chiedono di poterla visitare accompagnati da una guida turistica. Cominciamo a fare da  un piccolo tour turistico della Reggia cominciando dalle cosi dette 5 anticamere. Entrando negli appartamenti la prima sala che si incontra e' la Sala degli Alabardieri, Progettata da Luigi Vanvitelli, ma completata dal figlio Carlo. Innanzitutto la grande sala ha la volta decorata  da un enorme affresco opera di Domenico Mondo realizzato nel 1789 che rappresenta Le armi di Casa Borbone sostenute dalle virtu', il cui  bozzetto preparatorio e' conservato al Louvre. Le porte e le finestre sono finemente incorniciare da marmo grigio, mentre al di sopra si ergono decorazioni in stucco che rappresentano armi e trofei opere di Angelo Brunelli e Andrea Cali'.Al di sopra delle armi si ergono 8 busti di donne in scagliola, che rappresentano le allegorie delle arti, opera dello scultore Tommaso Bucciano. Pendono dal soffitto 2 grani lampadari in bronzo dorato, delle consolles e degli sgabelli di manifattura napoletana della seconda meta' del settecento. Sulle consolles sono esposti i bustiin marmo buianco di 4 regine che si sono succedute sul trono, da Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando I, Maria Isabella di Spagna, sposa di Francesco I, Maria Cristina di Savoia, moglie di Ferdinando II, e Maria Sofia di Baviera moglie di Francesco II, ed ultima regina del Regno delle due Sicilie. Il primo busto, quello di Maria Carolina d@Asburgo e' in alabastro e la rappresenta vestita all'antica, e fu realizzato da Konrad Heinrich Schweickle