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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

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Seguendo la guida turistica, dall'appartamento del Re si passa all'appartamento della Regina, costituito da 4 stanze arredate attorno al 1780 dalla regina Maria Carolina d'Austria moglie di Ferdinando IV.

 

La Stanza da lavoro della Regina ha le pareti rivestite da raso giallo e grandi specchiere provenienti dalla Real Fabbrica di Castellammare, voluta da Carlo di Borbone con il coinvolgimento di meastranze veneziane che purtroppo ebbe vita breve e fu chiuso nel 1748. Sulla volta sono affrescate alcune coppie mitologiche: Giove e Giunone, Mercurio e Proserpina, Apollo e Minerva e Marte e la Guerra, e vi pende un bel lampadario in bronzo dorato e legno con un intreccio di pomodorini simbolo della Campania Felix opera di Gennaro de Fiore e dell'ottonaio Francesco Serio. Per il mobilio i due como' di legno rosa sono della seconda meta' del 700, la consolle ha sopra un orologio in bronzo dorato di origine viennese che rappresenta il carro di Cerere. L'altro orologio sicuramente ben piu' originale, e' collocato nel vano della finestra, rappresenta una gabbia dorata opera dell'orologiaio svizzero Pierre Jaquet-droz, dentro aveva un uccellino in pietre dure, ed e' un dono della regina di Francia Maria Antonietta, sorella di Maria Carolina.

 

Dalla Stanza di lavoro delle regina si aprono 2 porte  che fiancheggiano la console e la grande specchiera e permette di accedere al Bagno della Regina Maria Carolina. L'ambiente presenta una decorazione rocaille a festoni dorati con fiori e frutta, e' stato affrescato da Fedele Fischetti con le Tre Grazie, la nascita di Venere e il mito di Diana e Atteone. Vi e' una grende vasca di marmo di Carrara scolpita da Gaetano Salomone e foderata con rame dorato con i rubinetti dell'acqua calda e fredda. In una nicchia si trova il Bidet in legno di mogano con vasca di bronzo dorato.

Il Gabinetto degli specchi della Regina era il Boudoir, ovvero il salottino della regina. Sul soffitto Fedele Fiacchetti raffiguro' la Toilette di Venere, mentre sulle pareti campeggiano specchi decorati con festoni di fiori bianchi in stucco. L'arredo e' formato da un tavolo a parete, angoliere con piano in marmo fior di Persico, poltrone alla duchesse in legno bianco ed oro rivestiti con le sete di san Leucio opera di Gennaro Fiore e Bartolomeo di Natale. Sospeso davanti al vano della finestra un orologio a gabbia  uguale a quello nella sala precedente.

 

La sala delle dame di compagnia e' anche detta Sala di Conversazione della Regina, ed e' stata affrescata da Fedele Fischetti nel 1799 con la rappresentazione dell'eta' dell'oro. Le sovrapporte e i sovraspecchi eseguiti dal pittore Giuseppe Bonito, rappresentano le allegorie della musica, della pittura,  della scultura, dell'architettura, e dell'astronomia. Sulle pareti le allegorie delle virtu': Imene e la modestia,di Francesco de Mura sulla parete lunga, l'allegoria dell'innocenza sulla sinistra,  e l'allegoria della semplicita' e della verita' sulla destra, entrambi di Giuseppe Bonito.

Dello stesso artista l'allegoria del giorno e della notte, negli angoli di fianco alle porte. Il mobilio e' costituita da 4 sofa', 10 sedie, una chaise lounge e 5 piccole poltrone, in legno dipinto con decorazione a palmette. I 2 piccoli bronzi, opera di Francesco e Luigi Righetti, sono Castore e Polluce del 1809 e Bacco ed Arianna del 1811, ispirati al successo degli scavi di Pompei ed Ercolano

La sala delle Dame di Corte ha sul soffitto al centro il rapimento di Cefalo  da parte di Aurora su un carro trainato  da Putti, un affresco di Fedele Fischetti e Filippo Cascale. Le soprapporte ed i sovraspecchi sono eseguiti da Domenico Mondo nel 1781 e raffigurano storie di donne celebri: Cleopatra che decide di suicidarsi,  Sofonisba che implora Massinissa, Rossana presentata ad Alessandro Magno, Cornelia ed i Gracchi e la Vedova che chiede giustizia a Traiano. Sui sovraspecchi Allegorie del tempo e della scienza, e Allegoria della giustizia e della pace. Sulle pareti sono raffigurate scene di caccia e refezioni reali, tra i quali: la caccia al cinghiale, la refezione reale e la caccia alle folaghe.

 

 

 

Lo Studio di Ferdinando IV (Detta anche Gabinetto Ricco del Re, o galleria di Sua Maesta') e' la prima sala dell'appartamento del Re, indicato negli antichi inventari come il "Gabinetto Ricco di S.M. il Re". La volta del soffitto e' decorato con grifi e motivi floreali, opera di Gaetano Magri, mentre 7 eleganti cammei opera di Carlo Brunelli rappresentano sulle pareti le allegorie di Guerra, Pace, Abbondanza, Forza, Merito, Giustizia e Innocenza. sulle sovrapporte invece si vedono le divinita' tra cui spicca Giove che amministra la giustizia  accanto a Giunone con il pavone.  Sulle pareti le boiserie in legno inciso, sono coperte dalle opere di Hackert realizzate tra gli anni 80 e 90 del 700 e rappresentanoi siti reali e le localita' piu' amate da Re Ferdinando Iv: Mietitura a San Leucio, Persano, il Giardino Inglese della Reggia di Caserta, Cava dei Tirreni, Capri, Il traghetto sul Sele, Ischia. La decorazione originale della sala era in stile Roccoco' ma fu sostituita negli anni 90 da un sobrio stile neoclassico, per ospitare al meglio gli arredi che il re aveva acquistato a Parigi dal mobiliere  tedesco Adam Weisweiller, un modile in ebano, lacche giapponesi, e bronzi dorati, sofa'e sedie. i modili sono solo copie fedeli di fine 800.Sulla Commodeun orologio di fabbricazione francese, datato 1754 e raffigurante Aurora sul sole nascente. Dietro lo specchio  c'e' un corridoio  che serviva per  andare dal fumoir alla stanza seguente, senza disturbare il re mentre stava lavorando.

la Sala del Consiglio (anticamera alla stanza da letto di Ferdinando II) e' una elegante sala decorata con una carta da parati francese, dipinta e lumeggiata in oro, che precede la camera da letto del re. Il soffitto  e' affrescato da Filippo Pascale con decori alla pompeiana Tra gli arredi spiccab un orologio a pendolo a forma di tempietto, di fabricazione francese della prima meta' del 1800. Sul davanzale esterno si trova una meridiana , formata da una base circolare in bronzo ed un disco in marmo su l qualr sono segnale le ore in caratteri romani. Nella parte alta del disco c'e' l'iscrizione Signatel moment ed un coperchio in bronzo ricopre la piastra.

La camera da letto di  Ferdinando IV e' famosa per essere stato il luogo dove e' morto Ferdinando II delle due Sicilie. Stava tornando  dall'aver accompagnato il figlio Francesco II a ricevere in sposa Maria Sofia di Baviera il sovrano si spense in questa stanza il 22 maggio 1859 di una malattia contagiosa, per questo fu bruciato tutto. La stanza fu nuovamente arredata   con un letto in stile impero e mobili in mogano, il letto en bateau stile impero, due comodini a pilastro, un como' con decorazioni in bronzo dorato, una scrivania intarsiata a cilindro, un tavolo tondo e sedie in seta rosa. Le lampade sui comodini sono di porcellana di Francia a forma di anfora con bouquet di fiori su fondo blu e globi in cristallo smerigliato. I busti presenti raffigurano Ferdinando II di Borbone in gesso, e uno in marmo raffigurante Maria antonietta di Borbone, sorella di Ferdinando II realizzato nel 1834, mentre i vasi sono imitazioni di vasi antichi, mentre sulle colonne trovano posto i busti di Ferdinando Ii e della moglie Maria Cristina di Savoia opera di Luigi Pampaloni. Sulla parete lunga un dipinto di Pompeo Batoni raffigura l'Allegoria per la morte di due figli di Ferdinando IV di Borbone.

L'Oratorio di Pio IX e' una piccola cappella in gusto neoclassico con decoro a stucco bianco su azzurro e cornici in oro con altare dove prego' Papa Pio IX mentre fu ospite di Ferdinando II nel 1848 e 1849. l'oratorio ha opere ispirate al Correggio ed il Pinturicchio di scuola napoletana, mentre sull'altare c'e' una Vergine con angeli e cherubini in marmo di Carrara opera di Gaetano della Rocca, mentre c'e' sempre in marmo un titratto del Pontefice eseguita da Lorenzo Bertolini realizzata nel 1847 come recita la scritta in basso alle spalle del pontefice. Ospita anche l'inginocchiatoio del Re con lo stemma borbonico e delle splendide acquasantiere in marmo. Sappiamo che non fu facile per lo scultore ritrarre il Papa perche lui posava in maniera distratta e frettolosa, quindi per protesta si trasferi a Firenze ed ultimo' l'opera solo quando da Roma gli furono mandati dei paramenti sacri da copiare. L'autore profondamente amareggiato da questo atteggiamento non regalo' il busto al Papa ma al Principe Anatolio Demidoff che successivamente lo dono' al Papa. Anche questa volta il Papa mostro' totale non curanza per il regalo che insieme alla coppa presente nella Sala di Marte fu regalata a Ferdinando II. Alle pareti i quadri sono copie di opere di carattere religioso.: l'altorilievo raffigurante la disputa del Santissimo Sacramento tratto dall'affresco di Raffaello, la Sacra Famiglia di Angela Panzetta e lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina. La Sala della Portantina di Pio IX ospita la portantina che fu utilizzata dal Pontefice a Gaeta durante il periodo della Repubblica Romana del 1848-1849 Sulla Parete di Destra una Veduta di Gaeta in occasione della benedizione impartita di Pio IX datato 1850 del pittore belga Franz Vervloet stabilitasi a Napoli nel 1825. Sulla parete sinistra 2 acquerelli Di Achille Vespa Pio IX benedica il popolo napoletano nel 1849, e Pio IX dal Balcone del Palazzo Reale di Napoli benedice le truppe nel 1849. Tra i due acquerelli c'e' il ritratto del Pontefice pio IX fatto nel 1846 dal Pittore Napoletano Tommaso De Vivo.

La Camera da Letto di Gioacchino Murat e le seguenti anticamere e' arredata con mobili stile impero che provengono dalla Reggia di Portici, dimora prediletta di Murat e sua moglie Carolina, dismessa nel novecento ed i suoi arredi sono stati divisi tra Caserta e Napoli.Il mobilio e' composto da 2 como' , comodini una commode con il piano di mosaico pompeiano ed una serie di sedie con motivo a ghirlanda con al centro una grande G o J, e spalliera con motivo a lance incrociate. Il letto in mogano disegnato dall'architetto francese Laconte, presenza una decorazione in bronzo dorato, con 4 picche  che sostengono il baldacchino coronato. Sullo scrittoio un orologio a piramide in stile impero, di manifattura viennese, dei primi del ottocento.  Alle pareti il ritratto di Giulia Clary con le figlie Zenaide e Carlotta del pittorenapoleonico Jean Baptiste Wicar, di fronte il ritratto del Generale Massena, dello stesso autore, mentre sulla commode si vede un dipinto di Guillaume-Desire' Descamps  Murat che decora Giovanni Bausan sulla fregata Cerere.

La Seconda Anticamera di Gioacchino Murat ha il soffitto affrescato da Giuseppe Cammarano con il rimprovero di ettore a Paride per il Rapimento di Elena. Alle pareti il Ritratto di Madame Letizia Bonaparte, madre di Napoleone di Pierre -Edmond Martin nel 1810, Il ritratto del Ministro Saliceti di guillaume- Desire' Descamps, il ritratto di Giuseppe Bonaparte di Costanzo Angelini, copia del Wicar, ed infine il Bamchetto offerto ai legionari in Villa Reale da giuacchino Murat  Di Gaetano Gigante, datato 1811.

La prima anticamera di Gioacchino Murat  ha il soffitto affrescato dal pittore Franz Hill con Telemaco riparato da Minerva dai Dardi di Cupido. Alle pareti due quadri a pendants del pittore napoletano Salvatore Fergola, raffiguranti il Torneo cavalleresco davanti alla Reggia di Caserta che ebbe luogo sotto Ferdinando II nel 1846, sulla destra l'opera del pittore Heinrich Schmidt La famiglia Murat in visita all'albergo dei Poveri a Napoli. L'arredo della sala e' costituito da due consolles in legno bianco e dorato con piano di marmo, una fioriera a tripode con due telamoni del 1800 ed una commode in fior di mogano stile impero, con piano in marmo guardito di bronzi dorati, sulla quale sono collocati due bronzetti raffiguranti la Caccia alla Pernice ed una Caccia all'anatra realizzati da Meane tra il 1947 ed il 1850

La Camera da letto di Francesco II presenta  un arredo in stile impero, in legno di mogano e bronzi dorati. con letto a baldacchino, due comodini, due cassettoni ed un tavolo da centro, sostenuti da tre leoni alati, realizzati tra il 1814 ed il 1822. Sui cassettoni un busto in marmo raffigurante San Giuseppe del Sorbilli del 1854 ed un busto in marmo  raffigurante la Vergine di Alfonso Balzico del 1855. L'orologio a cilindro in bronzo dorato a mercurio di manifattura francese risale al 1818. La volta a padiglione e' affrescata con una allegoria della vottoria dei Napoleonidi sui Borboni, la Gloria di Tedeo per l'uccisione del Minotauro di Giuseppe Cammarano. Due cariatidi sostengono la mensola del camino in marmo, disegnata da Valerio Villareale e realizzata dallo scultore Domenico Masucci. Alle pareti due ritratti di autore ignoto del ottocento raffiguranti Francesco II di Borbone e la moglie Maria Sofia di Wittelsbach e due tele di soggetto religioso di Luigi Postiglione: Gesu' placa la tempesta e Gesu' guarisce un indemoniato.

L'anticamera della stanza da letto di Francesco II e' decorata con un trompe-l'oeil raffigurante un baccanale del pittore Franz Hill. Alle pareti sono esposti  ritratti di Francesco I e Ferdinando II  e due tele del pittore Carlo De Falco raffiguranti Francesco I di Borbone e la moglie la regina Maria isabella Infanta di Spagna. Si segnala una console ad opera della Real Laboratorio delle Pietre Dure, istituito a Napoli nel settecento da Carlo di Borbone, raffigurante sullo sfondo  in pietra paragone, elementi floreali ed un vezzo di perle; della console esiste nelle Collezioni Reali il disegno preparatorio ad opera di Gennaro Cappella. Complementano l'arredo dellaSala due vasi in porcellana di Sassonia di cui uno con medaglioni raffiguranti una veduta di citta' ed un ritratto femminile, l'altro decorato con motivo a stelline dorate con fondo verde. Sulla console di Destra vi e' un orologio neoclassico

Appartamento nuovo:
La sala di Marte e' la prima delle anticamere del cosidetto Appartamento nuovo, e veniva utilizzato per ricevere i nobili titolati. Fu realizzata nel periodo Murattiano che affido' il progetto all'architetto Antonio de Simone chiedendogli di celebrare le virtu' militari francesi, cosi capaci da aver conquistato Napoli. L'affresco della volta si deve ad Antonio Calliano ed e' stato realizzato  nel 1815 ed e' intitolato il trionfo di Achille protetto da marte, e la morte di Ettore.. . Le sovrapporte sono nuovamente ispirate alla guerra di Troia, mentre sul camino Valerio Villareale il siciliano, ha realizzato il bassorilievo di Forza, Prudenza e Fama. Sulle pareti corte invece campeggiano 2 Vittorie alate.  Il pavimento in marmo ( verdi antichi, alabastro, vitulano e bianco di Carrara) di manifattura napoletana e' stato realizzato nel 1815, decorato con un morivo  geometrico a stella al centro di un esagono inquadrato da una greca. Al centro del salone si trova una monumentale coppa in alabastro donata da Pio IX a re Ferdinando II per ringraziarlo di averlo  ospitato nel periodo della Repibblica Romana. La coppa e' di origine romana, mentre il piedistallo e' della prima meta dell'ottocento. Le consolles in marmo orientale sostengono un busto di Arianna, sposa di Dionisio, con incastonato un orologio, mentre sul piedistallo in legno con su rappresentati animali, trofei, strumenti musicali ecc.. Questo busto arrivo' a Caserta da Roma nel 1852, con un diadema di bronzo ed una campana di vetro andati purtroppo persi. Completano l'arredamento un vaso in porcellana con manico in bronzo dorato, 4 candelabri in bronzo, e 8 sgabelli a faldistorio in legno intagliato.

La sala di Astrea era dedicata agli Ambasciatori e sulla volta si trova l'affresco del francese Jacques Berger che raffigura Astrea, mitica dea della giustizia che affianca la Verita' e l'Innocenza, mentre scaccia la Prepotenza, l'Ignoranza e l'Errore. Secondo la tradizione per le fattezze di Astrea l'autore si ispiro alla Regina Carolina Bonaparte moglie di Murat. Astrea vien di nuovo rappresentata in tutti i bassorilievi dorati della volta, ma soprattutto  nei due grandi gruppi di altorilievi in stucco dorato delle pareti brevi. Verso la sala del trono campeggia Rarione in mezzo a Stabilita' e Legistazione di Valerio Villareale, mentre di fronte verso la camera di Murat si trova Astrea tra Ercole e il Regno delle Due Sicilie. In questo secondo Altorilievo Ercole stringe in mano il giglio farnesiano, mentre il Regno delle 2 Sicilie ha come corona il cavallo turrito simbolo di Naoli e sullo scudo il simbolo della Trinacria. Astrea invece ha in mano una bilancia ed un pendoloche rappresentano la giustizia che governa il regno.

la Sala del Trono rimase per lungo tempo senza decorazioni, i lavori iniziati nel 1811 furono terminati solo in occasione del Congresso degli scienziati italiani nel 1845 per volere di Ferdinando II. E' lunga piu di 40 metri ed e' illuminata da 6 finestre, per far luccicare tutte le dorature che abbondano. Sulle pareti corte 2 bassorilievi in stucco dorato opera ti Tito Angelini e Tommaso Arnaud e raffigurante la Fama ( la figura femminile dietro il trono riporta la scritta FII ferdinando II e MT Maria Teresa e la dicitura Ferdinando II nell'anno Xv suo regno fece compiere questa sala), mentre lungo le pareti lunghe si trovano pilastri corinzi, con capiletti e sovrapporte  con simboli borbonici e onorificenze del Regno. Lungo l'architrave che corre tutto lungo la sala  ci sono i ritratti di 40 re di Napoli da Ruggero il Normanno a Ferdinando II di Borbone, mentre al centro della volta si trova un magnifico affresco del napoletano Gennaro Maldarelli intitolato La posa della prima pietra del Palazzo il 20 Gennaio 1752, e tutto intorno i dodici stemmi con i nomi delle Province del Regno delle Due Sicilie. Sul fondo della sala si trova  il trono in velluto celeste , in legno intagliato e dirato con ai braccioli 2leoni alati e 2 sirene simbolo di Napoli. A giudicare dalla base in legno nero potrebbe essere un trono da barca utilizzato da Ferdinando dopo la Restaurazione

La Sala del Consiglio fu completata nell'ottocento ed e' molto piccola se paragonata a quella del trono. La volta ha un affresco di Giuseppe Cammarano  Pallade che premia le Arti e le Scenze per mezzo del Genio della Gloria. Sulle pareti invece 3 tele ottocentesche realizzate da importanti artisti dell'Accademia Napoletana Abramo che scaccia Agar e Ismaele alla presenza di Sara e Isacco, di Raffaele Postiglione La zingara che predice a Felice Peretti l'ascesa al Pontificato (futuro Sisto V) di Tommaso de Vivo e Cornelia medre dei Gracchi di Francesco Oliva. I busti nella sala del Consiglio rappresentano Francesco I e sua moglie Maria Isabella, mentre le consoles in legno dorato, i candelabri in bronzo con base in marmo i lampadari, le specchiere il camino in marmo di Santangiolo, ed il tavolo in stile neobarocco di Raffaele Giovine completano l'arredamento. Sul tavolo medaglioni di porcellana, davanti alla specchiera un vaso dorato ed ornato con puttini alati e foglie di acanto