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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Lo Studio di Ferdinando IV (Detta anche Gabinetto Ricco del Re, o galleria di Sua Maesta') e' la prima sala dell'appartamento del Re, indicato negli antichi inventari come il "Gabinetto Ricco di S.M. il Re". La volta del soffitto e' decorato con grifi e motivi floreali, opera di Gaetano Magri, mentre 7 eleganti cammei opera di Carlo Brunelli rappresentano sulle pareti le allegorie di Guerra, Pace, Abbondanza, Forza, Merito, Giustizia e Innocenza. sulle sovrapporte invece si vedono le divinita' tra cui spicca Giove che amministra la giustizia  accanto a Giunone con il pavone.  Sulle pareti le boiserie in legno inciso, sono coperte dalle opere di Hackert realizzate tra gli anni 80 e 90 del 700 e rappresentanoi siti reali e le localita' piu' amate da Re Ferdinando Iv: Mietitura a San Leucio, Persano, il Giardino Inglese della Reggia di Caserta, Cava dei Tirreni, Capri, Il traghetto sul Sele, Ischia. La decorazione originale della sala era in stile Roccoco' ma fu sostituita negli anni 90 da un sobrio stile neoclassico, per ospitare al meglio gli arredi che il re aveva acquistato a Parigi dal mobiliere  tedesco Adam Weisweiller, un modile in ebano, lacche giapponesi, e bronzi dorati, sofa'e sedie. i modili sono solo copie fedeli di fine 800.Sulla Commodeun orologio di fabbricazione francese, datato 1754 e raffigurante Aurora sul sole nascente. Dietro lo specchio  c'e' un corridoio  che serviva per  andare dal fumoir alla stanza seguente, senza disturbare il re mentre stava lavorando.

la Sala del Consiglio (anticamera alla stanza da letto di Ferdinando II) e' una elegante sala decorata con una carta da parati francese, dipinta e lumeggiata in oro, che precede la camera da letto del re. Il soffitto  e' affrescato da Filippo Pascale con decori alla pompeiana Tra gli arredi spiccab un orologio a pendolo a forma di tempietto, di fabricazione francese della prima meta' del 1800. Sul davanzale esterno si trova una meridiana , formata da una base circolare in bronzo ed un disco in marmo su l qualr sono segnale le ore in caratteri romani. Nella parte alta del disco c'e' l'iscrizione Signatel moment ed un coperchio in bronzo ricopre la piastra.

La camera da letto di  Ferdinando IV e' famosa per essere stato il luogo dove e' morto Ferdinando II delle due Sicilie. Stava tornando  dall'aver accompagnato il figlio Francesco II a ricevere in sposa Maria Sofia di Baviera il sovrano si spense in questa stanza il 22 maggio 1859 di una malattia contagiosa, per questo fu bruciato tutto. La stanza fu nuovamente arredata   con un letto in stile impero e mobili in mogano, il letto en bateau stile impero, due comodini a pilastro, un como' con decorazioni in bronzo dorato, una scrivania intarsiata a cilindro, un tavolo tondo e sedie in seta rosa. Le lampade sui comodini sono di porcellana di Francia a forma di anfora con bouquet di fiori su fondo blu e globi in cristallo smerigliato. I busti presenti raffigurano Ferdinando II di Borbone in gesso, e uno in marmo raffigurante Maria antonietta di Borbone, sorella di Ferdinando II realizzato nel 1834, mentre i vasi sono imitazioni di vasi antichi, mentre sulle colonne trovano posto i busti di Ferdinando Ii e della moglie Maria Cristina di Savoia opera di Luigi Pampaloni. Sulla parete lunga un dipinto di Pompeo Batoni raffigura l'Allegoria per la morte di due figli di Ferdinando IV di Borbone.

La Camera da letto di Francesco II presenta  un arredo in stile impero, in legno di mogano e bronzi dorati. con letto a baldacchino, due comodini, due cassettoni ed un tavolo da centro, sostenuti da tre leoni alati, realizzati tra il 1814 ed il 1822. Sui cassettoni un busto in marmo raffigurante San Giuseppe del Sorbilli del 1854 ed un busto in marmo  raffigurante la Vergine di Alfonso Balzico del 1855. L'orologio a cilindro in bronzo dorato a mercurio di manifattura francese risale al 1818. La volta a padiglione e' affrescata con una allegoria della vottoria dei Napoleonidi sui Borboni, la Gloria di Tedeo per l'uccisione del Minotauro di Giuseppe Cammarano. Due cariatidi sostengono la mensola del camino in marmo, disegnata da Valerio Villareale e realizzata dallo scultore Domenico Masucci. Alle pareti due ritratti di autore ignoto del ottocento raffiguranti Francesco II di Borbone e la moglie Maria Sofia di Wittelsbach e due tele di soggetto religioso di Luigi Postiglione: Gesu' placa la tempesta e Gesu' guarisce un indemoniato.

L'anticamera della stanza da letto di Francesco II e' decorata con un trompe-l'oeil raffigurante un baccanale del pittore Franz Hill. Alle pareti sono esposti  ritratti di Francesco I e Ferdinando II  e due tele del pittore Carlo De Falco raffiguranti Francesco I di Borbone e la moglie la regina Maria isabella Infanta di Spagna. Si segnala una console ad opera della Real Laboratorio delle Pietre Dure, istituito a Napoli nel settecento da Carlo di Borbone, raffigurante sullo sfondo  in pietra paragone, elementi floreali ed un vezzo di perle; della console esiste nelle Collezioni Reali il disegno preparatorio ad opera di Gennaro Cappella. Complementano l'arredo dellaSala due vasi in porcellana di Sassonia di cui uno con medaglioni raffiguranti una veduta di citta' ed un ritratto femminile, l'altro decorato con motivo a stelline dorate con fondo verde. Sulla console di Destra vi e' un orologio neoclassico

La Sala degli Alabardieri
Fu progettata da Carlo Vanvitelli, ma fu terminata da suo figlio Carlo. Nella grande volta l'affresco di Domenico Mondo intitolato Le armi di Casa Borbone sostenuta dalle virtu', il cui bozzetto preparatorio si trova al Louvre. Porte e finestre  sono incorniciate in marmo  e le sovrapporte sono in stucco, opera di Angelo Brunelli e Andrea Cali' e rappresentano i trofei e le armi. Intorno alla sala i busti di 8 donne  in scagliola che rappresentano le allegorie delle arti di Tommaso Bucciano. L'arredo e' costituito  da lampadari in bronzo dorato, Consolles  e sgabelli del 1700 di manifattura napoletana. Sulle Consolles i busti  dei re e delle regine Borbone. Il busto di Maria Carolina in alabastro  la ritrae  all'antica con un diadema sul capodecorato da un giglio borbonico a rilievo. Fu realizzato da Konrad Heinrich Schweickle formatosi a Roma con il Canova, e che Murat chiamo' a Caserta per supervisionare i lavori delle decorazioni delle sale di Marte e di Astrea. Il pavimento in cotto dipinto a finti marmi opera di artigiani napoletani, consente il restauro quando deteriorati.

La Sala delle guardie del Corpo
e' detta anche sala degli stucchi per la miriade di recorazioni che la impreziosiscono. Al centro della volta si trova l'affresco di Girolamo Starace intitolato la gloria del principe e le dodici province del regno, poiche' in passato il regno veniva schematicamente diviso in dodici territori.. Lungo le pareti vi sono dodici bassorilievi che narrano degli episodi della Seconda Guerra Punica, eseguiti da tre autori diversi, Tommaso Bucciano, Paolo Persico e Gaetano Salomone. A decorare la stanza si trova un imponente gruppo marmoreo realizzato tra il 1594 ed il 1598 da Simone Moschino di Alessandro Farnese incoronato dalla Vittoria dopo aver soggiogato le Fiandre.. Alessandro Farnese che in quel periodo combatte' al fianco della Spagna, e' rappresentato in abiti romani, ed e' stato ricavato da un pezzo di colonna del Tempio della Pace a Roma. Fu commissionato dal Cardinale Odoardo Farnese, faceva parte della preziosissuima collezione Farnese,  che Carlo di Borbone ricevette in eredita' dalla madre Elisabetta e che fu trasferito a Caserta nel 1789 per volonta di sua figlio Ferdinando I. Su una parete della sala si apre un camino in marmo, mentre dal soffitto pendono 2 lampadari in bronzo dorato e le consolles della seconda meta' del settecento. Sulle Consolles  sono collocati i busti dei 4 re del Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I (scolpito dal Canova) Francesco I, Ferdinando II e Francesco II. Gli sgabelli in stile impero del primo ottocento, che provengono dal Palazzo della Tuileries di Parigi, e furono portati a caserta da Gioacchino Murat durante il suo regno (1806-1815)

La Sala di Alessandro
e' la terza ed ultima stanza che fa parte delle anticamere  degli Appartamenti reali. Nella volta e' raffigurato il Matrimonio di Alessandro Magno e Roxane,  cosi come descritto da Quinto Curzio del cap.4 del libro VIII, ed e' opera di Mariano Rossi, un artista siciliano. questo tema esalta la pace e la prosperita del regno perche celebra i fasti della monarchia borbonica. Sopra le porte 6 bassorilievi completano il quadro della vita di Alessandro Magno. Sulla sinistra si trova la tela che rappresenta l'abdicazione di Carlo II a favore del figlio Ferdinando I, di Gennaro Maldarelli,  sotto un camino in marmo fior di pesco sul quale inserito in una corona di alloro si trova un medaglione raffigurante il profilo di Alessandro Magno sostenuto da due sfingi. opera del siciliano Valerio Villareale, allievo del Canova.  in questa tela tra la nobilta' rappresentata al cospetto di Carlo III si vedono anche Luigi Vanvitelli ed il Marchese Tanucci. Sul lato opposto la tela raffigurante La vittoria di Carlo di Borbone alla battaglia di Velletri di Camillo Guerra. sotto questa tela le due poltrone con pomelli e poggiapiedi sono state usate da Gioacchino MuRat  e sua moglie Carolina Bonaparte, mentre le altre sedie arrivano dalla Tuilerie con i sei candelabri.

L'Oratorio di Pio IX e' una piccola cappella in gusto neoclassico con decoro a stucco bianco su azzurro e cornici in oro con altare dove prego' Papa Pio IX mentre fu ospite di Ferdinando II nel 1848 e 1849. l'oratorio ha opere ispirate al Correggio ed il Pinturicchio di scuola napoletana, mentre sull'altare c'e' una Vergine con angeli e cherubini in marmo di Carrara opera di Gaetano della Rocca, mentre c'e' sempre in marmo un titratto del Pontefice eseguita da Lorenzo Bertolini realizzata nel 1847 come recita la scritta in basso alle spalle del pontefice. Ospita anche l'inginocchiatoio del Re con lo stemma borbonico e delle splendide acquasantiere in marmo. Sappiamo che non fu facile per lo scultore ritrarre il Papa perche lui posava in maniera distratta e frettolosa, quindi per protesta si trasferi a Firenze ed ultimo' l'opera solo quando da Roma gli furono mandati dei paramenti sacri da copiare. L'autore profondamente amareggiato da questo atteggiamento non regalo' il busto al Papa ma al Principe Anatolio Demidoff che successivamente lo dono' al Papa. Anche questa volta il Papa mostro' totale non curanza per il regalo che insieme alla coppa presente nella Sala di Marte fu regalata a Ferdinando II. Alle pareti i quadri sono copie di opere di carattere religioso.: l'altorilievo raffigurante la disputa del Santissimo Sacramento tratto dall'affresco di Raffaello, la Sacra Famiglia di Angela Panzetta e lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina. La Sala della Portantina di Pio IX ospita la portantina che fu utilizzata dal Pontefice a Gaeta durante il periodo della Repubblica Romana del 1848-1849 Sulla Parete di Destra una Veduta di Gaeta in occasione della benedizione impartita di Pio IX datato 1850 del pittore belga Franz Vervloet stabilitasi a Napoli nel 1825. Sulla parete sinistra 2 acquerelli Di Achille Vespa Pio IX benedica il popolo napoletano nel 1849, e Pio IX dal Balcone del Palazzo Reale di Napoli benedice le truppe nel 1849. Tra i due acquerelli c'e' il ritratto del Pontefice pio IX fatto nel 1846 dal Pittore Napoletano Tommaso De Vivo.

La Camera da Letto di Gioacchino Murat e le seguenti anticamere e' arredata con mobili stile impero che provengono dalla Reggia di Portici, dimora prediletta di Murat e sua moglie Carolina, dismessa nel novecento ed i suoi arredi sono stati divisi tra Caserta e Napoli.Il mobilio e' composto da 2 como' , comodini una commode con il piano di mosaico pompeiano ed una serie di sedie con motivo a ghirlanda con al centro una grande G o J, e spalliera con motivo a lance incrociate. Il letto in mogano disegnato dall'architetto francese Laconte, presenza una decorazione in bronzo dorato, con 4 picche  che sostengono il baldacchino coronato. Sullo scrittoio un orologio a piramide in stile impero, di manifattura viennese, dei primi del ottocento.  Alle pareti il ritratto di Giulia Clary con le figlie Zenaide e Carlotta del pittorenapoleonico Jean Baptiste Wicar, di fronte il ritratto del Generale Massena, dello stesso autore, mentre sulla commode si vede un dipinto di Guillaume-Desire' Descamps  Murat che decora Giovanni Bausan sulla fregata Cerere.

La Seconda Anticamera di Gioacchino Murat ha il soffitto affrescato da Giuseppe Cammarano con il rimprovero di ettore a Paride per il Rapimento di Elena. Alle pareti il Ritratto di Madame Letizia Bonaparte, madre di Napoleone di Pierre -Edmond Martin nel 1810, Il ritratto del Ministro Saliceti di guillaume- Desire' Descamps, il ritratto di Giuseppe Bonaparte di Costanzo Angelini, copia del Wicar, ed infine il Bamchetto offerto ai legionari in Villa Reale da giuacchino Murat  Di Gaetano Gigante, datato 1811.

La prima anticamera di Gioacchino Murat  ha il soffitto affrescato dal pittore Franz Hill con Telemaco riparato da Minerva dai Dardi di Cupido. Alle pareti due quadri a pendants del pittore napoletano Salvatore Fergola, raffiguranti il Torneo cavalleresco davanti alla Reggia di Caserta che ebbe luogo sotto Ferdinando II nel 1846, sulla destra l'opera del pittore Heinrich Schmidt La famiglia Murat in visita all'albergo dei Poveri a Napoli. L'arredo della sala e' costituito da due consolles in legno bianco e dorato con piano di marmo, una fioriera a tripode con due telamoni del 1800 ed una commode in fior di mogano stile impero, con piano in marmo guardito di bronzi dorati, sulla quale sono collocati due bronzetti raffiguranti la Caccia alla Pernice ed una Caccia all'anatra realizzati da Meane tra il 1947 ed il 1850


La sala della Primavera era in origine la sala adibita al ricevimento e sul soffitto si vede una splendida Primavera affrescata Da Antonio Dominicis. Nei medaglioni sulle porte e sugli specchi  campeggiano delle belle tele allegoriche della Musica e della Poesia di Giovan Battista Rossi, che raffigurano l'epica,la poesia lirica,la tragedia, la poesia pastorale,Apollo dio delle arti e delle scienze e Orfeo protettore della musica, mentre alle pareti rivestite di seta di San Leucio si vedono 6 suggestive vedute , ad olio su tela di Jakob Philipp Hackert. La prima veduta, la piu celebre e' il cantiere di Castellammare  nel momento in cui si vara il vascello Partenope, che raffigura il varo del prezioso vascello armato con 64 cannoni , poi il cantiere di Castellammare con le sue galeotte, Foro d'Ischia, la baia di napoli presa da Santa Lucia con il ritorno della squadra da Algeri, il porto di Napoli con Castel Sant'Anselmo, ed infine il porto e la Baia di Gaeta. Sulle sei consolles si trovano vasi di porcellana bianca a motivi floreali roccoco'  e porcellane dorate di fattura napoletana che rappresentano paesaggi, ud un orologio di fabbricazione francese datata 1847 raffigurante la Menade. Il lampadario con fiori colorati e' in pasta di vetro di Murano. Al centro della sala c'è una fioriera a tripode riccamente intagliata con tre vasi in porcellana.

La Sala dell'Estate dove il re dava udienza, fu affrescata nel 1778-1779 dal napoletano Fedele Fischetti che raffiguro' nella volta Proserpina che durante l'Estate ritorna dal regno dei morti alla madre Cerere, e simboleggia l'alternanza delle stagionicon Proserpina  trascorreva con il marito che l'aveva rapita 6 mesi nell'Ade, e sei mesi con la madre Cerere, creando sei mesi di tempo brutto e freddo e sei mesi di tempo buono. L'affresco  e' contornato da 4 medaglioni con Diana, Apollo, Giove e Nettuno opera di Giovanni Fusaro, come i putti  tra i grani. le sovrapporte e sovraspecchi  sono ornati da oli su tela di Giovan Battista Rossi che raffigurano le arti liberali alternate a rappresentazioni dei fiumi del Regno.La sala e' arredata con angoliere e consolles con ripiani in marmo di Mondragone, un lampadario in vetro di Murano, al centro della stanza un tavolino con piano in legno pietrificato opera di Girolamo Sagato e due consolles con il piano in legno di Mondragone con sopra due vasi di porcellana. Fu lui a mummificare i materiali organici e le tecniche da lui utilizzate sono ancora sconosciute. Fu probabilmente Carlo di Borbone a comprare questo tavolino a Firenze nell'opificio delle Pietre Dure eda portarlo a Caserta. Un altro si trova a Palermo Alle pareti i ritratti eseguiti dal pittore austriaco Hickel dei figli di Maria Teresa di Borbone primogenita di Ferdinando IV e Maria Carolina, sposa dell'Imperatore d'Austria.

La sala d'Autunno era la sala da Pranzo. Sulla volta e' affrescata una allegoria di Bacco e Arianna dipinta dal Palermitano Antonio de Dominicis, che ricorda l'eroina figlia del re di Creta Minosse che abbandonata da Teseo che ha salvato con il famoso filo, incontra il corteo trionfale di Bacco che sposera'. La scena e' contornata da medaglioni  con scene di amore arcadico tra satiri e menadi con festoni e viticci, realizzati da Giacomo Fusaro. Su porte e specchi ci sono le decorazioni di Gaetano Starace. Da sinistra Cerere, Diana cacciatrice, Vulcano, Saturno, Giunone, Apollo, Nettuno e Marte. I quadri sono nature morte di autori di scuola napoletana, molto in voga a partire dal 1600 Le consolles hanno il piano in marmio di Vitulano,hanno vicino  una serie di 16 sedie ferdinandee, poi spicca una corbeille in porcellana piena di fiori, in colore bianco e oro, opera di Raffaele Giovine e l'orologio a pendolo di fabbricazione francese. Dalla seconda meta' del 1700 sono la coppia di vasi di Sassonio con frutta e fiori a rilievo sulle pareti corte, e due fruttiere in porcellana della Real Fabbrica di Napoli. Vi è inoltre un bronzetto raffigurante Laocoonte del 1810 di Luigi Righetti.


la Sala d'Inverno veniva usata dal Re per spogliarsi e vestirsi  e fu affrescata da Fedele Fischetti che rappresento' il vento del nord Borea che rapisce Orizia, mentre nei medaglioni che circondano l'affresco centrale si vedono scene del mito di Venere ed Adone.  Ferdinando IV volle che Hackert gli dipingesse  delle scene di caccia, da sinistra Esercitazioni militari a Santa Maria della piana vicino a Sessa Aurunca del 1794, sulla sinistra Caccia nel cratere degli Astroni, sulla parete di fondo Caccia al cinghiale di Ferdinando Iv a Calvi, a destra Caccia al cinghiale dal ponte di Venafro, Esercitazioni militari a Gaeta il 19 maggio 1787. Splendido il mobilio, costituito da divani e sedie in bianco e oro con una decorazione in stile pompeiano sullo schienale, portate qui dalla Villa Favorita di Ercolano, mentre nel centro si trova un tavolo circolare con piano in pietre dure, di legno intagliato e dorato con con due grandi ovali di agata attorniati da inserti in mosaico raffiguranti fiori farfalle ed altri insetti, su un fondo il pietra di paragone. lungo la circonferenza fasce di legno pietrificato che racchiudno ovali e tondi in agata  e ametista. fu realizzato a Naoili. I quadri sono nature morte  di pittori di scuo;a napoletana, sulle consolles ci sono una serie di porcellane, tra cui spiccano 2 fruttiere bianche di capodimonte, ed una corbeille biaca e blu con decori in oro di Raffaele Giovine