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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa ANNA MARIA PRIORA

djGuide Turistiche Abilitate per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guides for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Cominciamo dal padrone di casa. Chi era  Publio Elio Adriano? Era nato nel settantasei d.C.  probabilmente ad Italica, vicino a Siviglia da una famiglia di origine Pineca, trasferitasi in Spagna.  Era cugino di Traiano, ed alla morte del padre, quest'ultimo lo accolse in casa sua e lo allevo', visto che non aveva figli suoi. Fece una rapida carriera nell'esercito, e poi divenuto tribuno della plebe, scalo' anche li tutti i gradi fino a diventare Governatire della Pannonio e poi della Siria. Si trovava proprio ad Antiochia, quando nel  centrodiciassette fu raggiunto dalla notizia della morte di Traiano. Non gli fu facile diventare imperatore, perche' benche fosse appoggiato da Plotina, moglie di Traiano , il senato e l'esercito non mostrava di apprezzarlo, e quindi dovette fare grandi elargizioni per ottenere il loro favore. Dopotutto il fatto che l'imperatote Traiano lo avesse scelto come successore, fu dichiarato da Plotina solo alcuni giorni dopo la morte del matito, creando grandi sospetti sulla vera intenxione dell'imperatore defunto. Sicuramente era un uomo dalle grandi capacita, sfavillante intelligenza e grande forza di volonta'. Su consiglio di Plotina sposo' una nipote di Traiano, Vibia Sabina, con cui pero' non ando' mai troppo daccordo. Lei lo accompagnava nei suoi viaggi ufficiali, ma Adriano allontano' spesso personaggi vari, che frequentavano troppo assiduamente la sua casa, mentre lui era assente. nel centptrentasette muore Sabina ed i sospetti ricaddero proprio su di lui, tanto orano tutti sospettori di lui, e mori' da solo a Baia. Non ebbe mai figlie ed e' per questo che adotto' Antonino Pio. Fu um impoeratore che non volle continuare la politica espansionistica del suo predecessore, ma cerco' invece di solidificare i confini soprattutto  lungo il Danubio ed il Reno e fece costruire il Vallo in Scozia. Probabilmente visto che veniva dalle province punto' a migliorare le citta', costrui' palestre, templi scuole, officine, fontane e biblioteche. Ma in questi suoi intenti si trovo' contro i patrizi romani che avevano paura di queste riforme. Viaggio' tantissimo, prevalentemente tra il centoventuno ded il 5 andando nei territori del nord, in Gallia, Germania e Britannia, fermandosi a Nimes per far costruire una basilica in onore di Plotina , poi prosegui' in Spagna, Africa, Siria, e dopo un giro in Asia Minire torno' indietro passando per Atene, poi la Sicilia e sali' a fare una escursione sull'Etna. Nel centoventotto, riparti' per la Grecia e da li, passando per Palmira fino a scendere per fondare la nuova colonia Aelia Capitolina, Gerusalemme. Nel centotrenta va in Egitto, e si concede un viaggio sul Nilo, ma qui succede qualcosa che lo colpisce profondamente: muore nel Nilo il suo diletto Antinoo, e Adriano torna definitivamente a Roma del centotrentaquattro.
Quando Adriano non era in viaggio, si dedicava alla costruzione di Villa Adriana, mentre il suo successore Antonino Pio la dimentico' piano piano, lasciandola cadere in disuso. Sappiamo che nel Medioevo  era un luogo frequentato dagli artisti, ma bisogna aspettare Ippolito II d'Este e Pirro Ligorio per avere una serie di studi e di scavi sistematici, tanto che Ligorio si ispiro' a questa villa per i suoi giochi d'acqua, ma vi recupero' anche marmi colorati, decorazioni ecc. nel Seocento e nel Settecento gli scavi per rubare tutto il possibile continuano, e la maggio parte delle decorazioni e delle statue, circa 500 finiscono ai Musei Vaticani. Solo dall'Unita' d'Italia , con il passaggio del terreno sotto il demanio, cominceranno studi e scavi scientifici.
Il Pecile e' un monumentale quadriportico  che deveva ricordare ad Adriano la Stoa PoiKile di Atene, con una enorme vasca al centro.  Il lato lungo, con l'alto muro di 9 metri era attornitato da  portici eretti su colonne, era quello destinato alle passeggiate dopo il pranzo, come si legge in una epigrafe trovata in questo luogo. La sua lunghezza, percorsa sette volte permetteva di camminare per  miglia rimane, la giusta distanza per digerire bene. poi successivamente vennero aggiunti i lati minori leggermente convessi , chiudendo la zona, e quindi escludendo il panorama che si vede ira, per separare questa zona dalla vita esterna. Sotto il Pacole e la grande vasca, vi sono sisposte su piu piano le cosidette Cento Camerelle, i luoghi dove dormivano i servitori o si riponevano le derrate alimentari per la villa. Le camerelle si raggiungevano attraverso un ballatoio di legno, ed erano collegate da una strada lastricata all'imbocco dei tunnel sotterranei di servizio. Le piccole terme Sono appunto di piccole dimensioni, ma dovevano essere di grande bellezza. Dal sistema di costruzione in Opus reticolatum abbiamo compreso che questa parte della villa era dell'epoca repubblicana, ma era comunque dotata di tutti i confort, compresa la sudatio fornita di dotti per l'aria calda, il Frigidarium ecc. Per la ricchezza dei sui interni, e per la vicinanza al palazzo imperiale si e' ipotizzato che si trattasse delle terme imperiali. Le Grandi Terme invece dovevano essere state costruite per gli altri abitanti della casa, ed era ugualmente fornito di tutti gli ambienti tipici delle terme, ma con in piu' degli ambienti dedicati al gioco della palla ed ad una palestra. Da qui si raggiunge il Canopo, una stretta valle artificiale con una grande vasca nel centro. A sinistra vi era un lungo portico a doppio colonnato, mentre a destra  doveva esserci un pergolato che si poggiava sulle cariatidi da una parte e il muro di contenimento dall'altra. Al termine della vasca, un ninfeo a esedra, dove tra giochi d'acqua e cascate si mangiava in estate.